mercoledì 13 settembre 2017

Finalmente si è arrivati alla apertura della struttura comunale del parco della sabine- largo Labia. Un riconoscimento all'amministrazione municipale e a chi, tra consiglieri di varie parti politiche, si è speso in questo senso. Permetteteci di ringraziare soprattutto i volontari che in questi anni di limbo si sono prodigati per mantenere i 5 ettari di verde ad un livello di decenza in attesa della soluzione dei problemi amministrativi.

 http://www.comune.roma.it

martedì 30 maggio 2017

Stiamo seguendo in diretta la cova di una Mamma Gheppio!!!!!!


Stiamo seguendo in diretta la cova di una Mamma Gheppio!!!!!!
Evento Straordinario, cova all'interno di una fioriera di un appartamento nel Parco delle Sabine.



mercoledì 10 maggio 2017

Continua la piantumazione spontanea di alberi da parte dei cittadini che contribuiscono a far riappropriare la collettività degli spazi pubblici altrimenti lasciati al fieno e alle sterpaglie. Qui un fico ed un susino dedicati a due nonni. Anche noi rivolgiamo loro un pensiero, e lo rivolgiamo ai nipoti che li hanno voluti ricordare così. Grazie!! #salviamoilparcodellesabine Ass Tutela Parco delle Sabine #famostoparco


lunedì 10 aprile 2017

Il Parco delle Sabine. Area verde all'avanguardia ieri, oggi solo degrado, incuria e abbandono


A Montesacro c’era una volta un bellissimo parco chiamato “Parco delle Sabine”. Al suo interno c’era un laghetto con i pesci, aree gioco attrezzate, un sistema di irrigazione (costato migliaia di euro) per le piante, panchine e viottoli.

Un polmone verde meravigliosamente attrezzato. C’era, appunto. Dopo mesi e mesi di incuria e nonostante le sollecitazioni fatte a chi di dovere, oggi il parco versa in condizioni disastrose. Panchine rotte o date alle fiamme, vegetazione altissima che nessuno viene mai a tagliare, sistema di irrigazione abbandonato e quindi non più funzionante e di conseguenza alberi secchi. La sporcizia è ovunque, nessuno ritira più l’immondizia e i secchioni si riempiono fino a strabordare.

I genitori portano a spasso (!) i bambini facendo lo slalom tra i rifiuti e durante l’estate gli incendi completano il lavoro di devastazione. Oltre al danno, poi, la beffa. Alcune delle piccole oasi recintate con giochi per i più piccoli sono ancora chiuse con catena e lucchetto, da così tanti mesi ormai che gli abitanti hanno forzato le recinzioni pur di poter far giocare i figli in un posto “pulito” sebbene circondato dal degrado.

Ah, se ve lo steste chiedendo, il laghetto che una volta aveva pesci e tartarughe è ora solo una spianata di sassi più chiari. Siamo a Roma Nord ma pare di stare a Kabul.
http://www.romafaschifo.com/2017/04/il-parco-delle-sabine-area-verde.html

domenica 9 aprile 2017

Carissimi soci e amici. Vi ricordiamo l'appuntamento: domenica 9 aprile ore 9.00 Parco delle Sabine -lato largo Labia. No al degrado, si al senso civico; no all'abbandono, si alla cura del bene pubblico. ricordiamo sempre che chi dovrebbe fare la manutenzione è la società PdR  che ha in carico il parco delle Sabine. Noi interveniamo solo per ragioni di urgenza. Intervenite numerosi e con l'abbigliamento adatto. Rendiamo decoroso un pezzo di parco lasciato colpevolmente al degrado!!! #salviamoilparcodellesabine #famostoparco Ass Tutela Parco delle Sabine

lunedì 30 gennaio 2017

Sei volte Pompei, il sito archeologico nascosto sotto Porta di Roma

Intervista di Riccardo Corsetto
“Sotto Porta di Roma c’è un sito archeologico che si estende su un’area grande sei volte Pompei.”
D: Me lo dice così? Lei che prende… un primo o un secondo?… Ripartiamo un attimo dall’inizio. Quando ci siamo incontrati la prima volta, in quel container uso ufficio a Porta di Roma (la galleria commerciale era ancora un’idea) lei era entusiasta di quel progetto a cui lavorò. Era onorato di lavorare al più grande centro commerciale d’Europa. Possiamo fare il suo nome?
R: Preferirei di no. Non è opportuno.
D: D’accordo. Però lei ha collaborato come ingegnere alla costruzione di quella che fino a poco fa è stata la più grande galleria commerciale d’Europa con i suoi duecento venti negozi e 115 mila metri quadrati tra Fidene e Bufalotta. Questo dobbiamo dirlo. Per chi lavorava?
R: Porta di Roma nasce come progetto dei costruttori Toti e Parnasi, ma poi si costituì un consorzio con dentro tutti i più grandi imprenditori edili. Da Caltagirone a Mezzaroma. Da Lamaro a grandi gruppi della distribuzione come Auchan che oggi occupa circa la metà della galleria.
D: Lei sostiene che sotto il centro commerciale ci sia una città romana grande come Pompei.
R: Non ho detto Pompei. Ho detto un’area grande come sei volte Pompei.
D: E’ consapevole di quello che dice?
R: Non è una mia supposizione. Ci sono i sondaggi fatti dagli incaricati della soprintendenza che lo testimoniano. L’accordo di programma prevedeva non a caso un Parco archeologico.
D: Nel famoso Parco delle Sabine.
R: Esatto in quello che doveva essere un centro urbanistico evoluto, sul modello olandese, con siti archeologici, residenze e addirittura una metropolitana, il prolungamento della linea B che doveva arrivare da Conca d’Oro.
D: Oggi non c’è né la metro né il parco archeologico. Perché?
R: E’ stato tutto insabbiato. Letteralmente. Una parte della antica Fidanae di cui parla lo storico romano Tito Livio, città di origine etrusca e poi divenuta colonia romana, è stata seppellita per sempre dai 7mila posti auto di Porta di Roma.
D: La soprintendenza romana ai beni archeologici ha parlato ufficialmente di siti di limitata importanza, impossibili da valorizzare. Troppo costosi da dissotterrare.
R: Certo, valorizzare un sito archeologico di quasi tre milioni di metri quadrati richiede sforzi notevoli. Guardi la storia della manutenzione di Pompei. Che è solo un sesto di quello che c’è sotto Porta di Roma.
D: Aspetti. Facciamo due conti perché lei non la racconta giusta. Ma se Porta di Roma, intendo la galleria, è di 115 mila metri quadrati, come può starci sotto una città di 3 milioni di metri quadrati? Non sta in piedi.
R: I sondaggi dimostrarono che tutta la zona è interessata da reperti. Si tratta per lo più di ville e reperti che confermavano la presenza di un esteso insediamento urbano. Il mosaico che è stato conservato al primo piano del centro commerciale, buttato lì senza nemmeno una scheda storica, è solo la punta dell’iceberg.
D: Cosa ci dice?
R: Un mosaico di quel genere, secondo gli esperti poteva appartenere solo a ville inserite in contesti agglomerati. Romolo conquistò l’antica Fidanae nel 748 a.C. ma al di là di ogni considerazione storico-urbanistica ci sono le mappature dei tecnici della Soprintendenza che fanno testo e che io ho visto con i miei occhi. Mi creda, nel Parco delle Sabine, e in gran parte sotto il centro commerciale Porta di Roma è sotterrato e nascosto uno dei più grandi siti archeologici italiani.
D: Lei è un ingegnere dell’Ordine di Roma. Perché non parlò della cosa ai tempi della cantierizzazione.
R: Pensavo spettasse alla Soprintendenza far emergere quel patrimonio culturale.
D: Perché non l’avrebbero fatto secondo lei?
R: Perché la conseguenza sarebbe stato il blocco del progetto edile. Sia della galleria che dell’area residenziale. Vada a visitare oggi via Carmelo Bene. Cosa le sembra?
D: Cos’è ora le fa lei le domande?
R: Le piace quel quartiere?
D: Gli esperti di urbanistica ne parlano come un dormitorio.
R: Giusto. E credo lei sia intelligente quanto basta per capire che un archeologo non ha il potere di competere contro un cartello che detiene il novanta per cento del mercato edile della Capitale.
D: Lei sta accusando la Soprintendenza di non aver fatto bene il suo lavoro?
R: Io dico che c’erano delle mappe. Io le vidi al tempo dei sondaggi. Ho assistito a tutta la fase degli scavi. Faccia un accesso e se le vada a consultare.
D: L’archeologo Roberto Egidi della Soprintendenza, a cui va il merito della conservazione del mosaico a Porta di Roma e delle Giare nel parcheggio Ikea ad Anagnina sostenne che è impossibile conservare tutto di queste rovine.
R: Guardi è solo economicamente sconveniente, ma solo per una società come la nostra.
D: Che intende?
R: Che Porta di Roma ospita ogni anno 19 milioni di clienti. Piu’ del doppio rispetto ai visitatori del Colosseo, degli Uffizi, delle Gallerie dell’Accademia di Firenze, di Pompei e Castel Sant’Angelo messi insieme. A San Pietro arrivano appena 11 milioni di visitatori l’anno, appena la metà delle persone che si recano a Porta di Roma. Credo che sia un problema di cultura. E’ più giusto parlare di ignoranza che di disinteresse. L’ignoranza di non capire che un parco archeologico in una società evoluta può fare PIL più che un tempio che vende stracci e mobilio nordico di qualità orientale.
D: Così rischiamo una querela. Il mobilificio di cui parla permette a tante giovani coppie di arredarsi casa.
R: Lei può fare come i soprintendenti. Nascondere questa intervista sotto la terra.
D: E’ lei che ha voluto fare l’intervista anonima. Noi ci firmiamo. Ma lei ci va a fare acquisti a Porta di Roma?
R: Ogni tanto. Ma sempre con un senso di inquietudine.
(L’UNICO)
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mercoledì 4 gennaio 2017

Porta di Roma, inadempienze e opere fantasma: "Costruttori aprano al dialogo"

Porta di Roma, inadempienze e opere fantasma: "Costruttori aprano al dialogo"

Porta di Roma, inadempienze e opere fantasma: "Costruttori aprano al dialogo"L'Associazione per la Tutela del Parco delle Sabine dopo aver concorso all'avvio della procedura per l'escussione delle fideiussioni si appella alla società costruttrice: "Stop scontro, riprenda manutenzione e completamento parco"



Il Parco delle Sabine mai ultimato, opere non realizzate, manutenzione da tempo inesistente e inadempienze varie: per il Comune e i residenti che immaginavano il proprio quartiere assai diverso, dopo anni di battaglie e braccio di ferro, è tempo di regolare i conti con la società Porta di Roma.
Roma Capitale, con l'apporto del Municipio III e dell'Associazione Tutela del Parco delle Sabine, ha infatti avviato la procedura per rivalersi sui costruttori mediante l'escussione delle somme necessarie per l'esecuzione degli interventi non realizzati per un importo complessivo di circa 30 milioni di euro. 
"I lavori previsti per i servizi, la realizzazione del parco e la relativa manutenzione dell'area, non sono mai stati realizzati. Ciò ha contribuito a trasformare quello che doveva essere un quartiere nel verde in un quartiere nel nulla" - hanno commentato dal M5s del Montesacro dando notizia dell'avvio della procedura.
E a ripercorrere i passi di un tragitto impervio e tortuoso verso tale traguardo è stata l'Associazione Tutela del Parco delle Sabine i cui soci da anni si battono per la tutela delle aree destinate al Parco e per il completamento dello stesso secondo i progetti originari approvati nell'accordo di programma che regola la convenzione urbanistica Bufalotta.
"L’Associazione per la Tutela del Parco delle Sabine ha ripetutamente esposto sin dal 2014 le criticità derivate dalla mancata manutenzione del parco e del quartiere. La reazione della società Porta di Roma, contenuta in una diffida nei confronti del Comune di Roma, è stata l’affermazione che il Parco delle Sabine era completato e che la manutenzione non era più dovuta" - hanno scritto dall'Associazione sottolineando come siano stati loro a dimostrare, fatti e carte alla mano, che ciò non rispondeva al vero - "come attestato anche dalla commissione di collaudo" - e che, pertanto, tutte le attività di manutenzione erano dovute.
Così, immediatamente dopo l’accordo del marzo 2016 per il pagamento della morosità relativa all’illuminazione pubblica che per mesi aveva gettato il quartiere nel buio più assoluto , l'Associazione ha reiterato agli uffici di Roma Capitale la richiesta di intervenire con decisione nei confronti della società Porta di Roma perché riprendesse anche tutte le attività di manutenzione.
"Tuttavia la società, a parte uno sfalcio sporadico, ha continuato ad omettere ogni attività di manutenzione. Ne è conseguito un atto di messa in mora da parte del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica a cui la società Porta di Roma ha risposto con inusitata durezza e dando vita a un vero e proprio muro contro muro" - proseguono dal Parco delle Sabine aggiungendo come vi siano stati poi due ulteriori esposti, uno da parte dell'Associazione, l’altro della Presidente del III Municipio Roberta Capoccioni.
Infine, visto il perdurare dell’inadempienza della Società Porta di Roma, l'Associazione per la Tutela del Parco delle Sabine ha posto un ultimatum agli uffici di Roma Capitale. Il 27 dicembre 2016 la notizia dell’avvio da parte del Comune di Roma delle procedure di escussione delle fideiussioni a garanzia, per mancata manutenzione e per una serie di violazioni degli obblighi contrattuali da parte di Porta di Roma.
"Pur nella legittima soddisfazione di vedere riconosciuto un diritto pubblico contro un arbitrio privato, diritto per il quale l’associazione si è fortemente battuta, non siamo felici di quella che riteniamo una scriteriata e irresponsabile posizione di chiusura della società Porta di Roma. Pensiamo che sia giunto il momento per PdR di abbandonare queste posizioni che hanno fatto del male al quartiere e di riprendere il filo del dialogo con il Comune di Roma sulla base di una rinnovata fiducia" - ha scritto l'Associazione per la Tutela del Parco delle Sabine chiedendo ai costruttori di non perseverare su uno scontro che danneggia tutti, "i cittadini, che vedono il quartiere abbandonato al degrado, il Comune impegnato in uno spiacevole corpo a corpo e anche la società Porta di Roma che rischia l’escussione delle fideiussioni". 
La richiesta alla Porta di Roma è quella di "rivedere completamente il proprio atteggiamento, di abbandonare lo scontro e di affidarsi un po’ più al buon senso". In concreto: la ripresa delle attività di manutenzione, il completamento del Parco delle Sabine secondo i progetti approvati in convenzione e una leale collaborazione con il Comune, "nel rispetto degli obblighi contrattuali". 
Dunque una tregua abbandonando il muro contro muro nel nome del futuro, immediato e decoroso, del quartiere e di quel Parco delle Sabine che tutti vorrebbero come fulcro della zona: "Ci auguriamo davvero - hanno scritto dall'Associazione - che prevalga il buon senso".
ARTICOLO ROMATODAY 



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venerdì 30 dicembre 2016

Avvio delle procedure di escussione delle fideiussioni bancarie ai danni della società Porta di Roma.
Ripercorriamo brevemente i fatti che hanno portato al provvedimento del Comune di Roma di escutere le fideiussioni date da PDR.
L’Associazione per la Tutela del Parco delle Sabine ha ripetutamente esposto sin dal 2014 le criticità derivate dalla mancata manutenzione del parco e del quartiere.
La reazione della società Porta di Roma, contenuta in una diffida nei confronti del Comune di Roma, è stata l’affermazione che il Parco delle Sabine era completato e che la manutenzione non era più dovuta.
L’associazione ha dimostrato, fatti e carte alla mano, che questo non rispondeva al vero (come attestato anche dalla commissione di collaudo) e che, pertanto, tutte le attività di manutenzione erano dovute. 
Immediatamente dopo l’accordo di marzo 2016 per il pagamento della morosità relativa all’illuminazione pubblica, da parte di Pdr (morosità che, come tutti ricordiamo, ha gettato nel buio il quartiere per molti mesi), la nostra Associazione ha reiterato agli uffici di Roma Capitale, la richiesta di intervenire con decisione nei confronti della società PDR perché riprendesse anche tutte le attività di manutenzione (esposto maggio 2016 ). Tuttavia, la detta società, a parte uno sfalcio sporadico, ha continuato ad omettere ogni attività di manutenzione.
Ne è conseguito un atto di messa in mora da parte del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica a cui la società Porta di Roma ha risposto con inusitata durezza e dando vita a un vero e proprio muro contro muro.
Vi sono quindi stati due ulteriori esposti, uno da parte della nostra associazione (prot. QI 162611 del 19 settembre 2016) e l’altro, addirittura, del Presidente del III Municipio Roberta Capoccioni, come da noi documentato sui nostri organi.
Infine, per il perdurare dell’inadempienza della Società Porta di Roma, la nostra Associazione ha posto un ultimatum agli uffici di Roma Capitale.
Il 27 dicembre 2016 abbiamo ricevuto la notizia dell’avvio da parte del Comune di Roma delle procedure di escussione delle fidejussioni bancarie prestate, per mancata manutenzione e per una serie di violazioni degli obblighi contrattuali da parte di Porta di Roma.
Abbiamo ripercorso brevemente le tappe che hanno portato a questo punto anche per dire che, pur nella legittima soddisfazione di vedere riconosciuto un diritto pubblico contro un arbitrio privato, diritto per il quale l’associazione si è fortemente battuta, non siamo felici di quella che riteniamo una scriteriata e irresponsabile posizione di chiusura della Società Porta di Roma. Pensiamo che sia giunto il momento per PdR di abbandonare queste posizioni che hanno fatto del male al quartiere e di riprendere il filo del dialogo con il Comune di Roma sulla base di una rinnovata fiducia. Siamo ancora in tempo per evitare che questo scontro danneggi tutti, i cittadini, che vedono il quartiere abbandonato al degrado, il comune impegnato in uno spiacevole corpo a corpo e anche la società Porta di Roma che rischia l’escussione delle fideiussioni. 
Il Comune di Roma ha dimostrato finalmente di essere disposto ad andare fino in fondo ed è proprio questo il momento per la Soc. Porta di Roma di fermarsi e riflettere. Chiediamo alla Soc. Porta di Roma di rivedere completamente il proprio atteggiamento, di abbandonare lo scontro e di affidarsi un po’ più al buon senso. Una ripresa delle attività di manutenzione, il completamento del Parco delle Sabine secondo i progetti approvati in convenzione e una leale collaborazione con il Comune, nel rispetto degli obblighi contrattuali, non può che essere positiva per tutti, anche per la stessa Soc. Porta di Roma.
Ora ci auguriamo davvero che prevalga il buon senso.

martedì 27 dicembre 2016

Finalmente il comune di Roma fa ciò che era inevitabile a causa delle posizioni inaccettabili della soc. Porta di Roma. Come sapete noi abbiamo sempre battuto su questo tasto e messo gli uffici di fonte all'evidenza e alle prorie responsabilità. Ora è arrivato il momento di chiedere il conto. Il comune di Roma ha avviato le procedure per l'escussione delle fidejussioni bancarie.

Riportiamo il Comunicato stampa del Movimento 5 Stelle.
PORTA DI ROMA: PRESENTIAMO IL CONTO AI PALAZZINARI
( ED È SALATO)

Il Comune di Roma, grazie all'impegno congiunto del Municipio III e dell'Associazione Tutela Parco delle Sabine ha avviato la procedura per rivalersi sui costruttori di “Porta di Roma” mediante escussione delle somme necessarie per l'esecuzione degli interventi non realizzati per un importo complessivo di circa 30 milioni di €. VISUALIZZA DOCUMENTI

Come ben sanno gli abitanti dei quartieri realizzati con la c.d. “convenzione urbanistica Bufalotta Porta di Roma”; i lavori previsti per i servizi, la realizzazione del parco e la relativa manutenzione dell'area, non sono mai stati realizzati.
Ciò ha contribuito a trasformare quello che doveva essere un quartiere nel verde in un quartiere nel nulla.

Cosa sarebbe dovuto nascere a Porta di Roma oltre alle palazzine e ad uno dei centri commerciali più grandi d'Europa entrato subito in funzione a dispetto di tutto il resto?
Nel verde del parco avrebbero dovuto trovare posto:

1) siti archeologici mappati durante le campagne di scavi che i costruttori avevano fatto. i punti principali degli insediamenti ritrovati sarebbero dovuti essere i punti di riferimento del  “parco delle sabine”. Quello che sarebbe dovuto essere un vero e proprio parco archeologico è invece restato un ammasso di lamiere a delimitare cantieri mai chiusi

2)  percorsi ciclo pedonali attrezzati

3) infrastrutture di interconnessione con il resto della città

4) la piantumazione di 15 mila alberi e relativa manutenzione di tutte le aree verdi.

Ultimo, ma non certo per importanza: l'illuminazione stradale a norma.
Di tutto questo nulla è stato fatto, e le giunte PD e PDL che ci hanno preceduto non hanno mai avuto tempo o modo di indagare o chiedere le fideiussioni ai costruttori.
Vogliamo infatti far notare a tutti che quando nel 2015, durante la passata consiliatura Marino chiedemmo informazioni al Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica, non ricevemmo alcuna risposta dagli uffici interpellati. https://goo.gl/BN7qZZ .
Ora però le cose sono cambiate.


martedì 29 novembre 2016

ASSEMBLEA ANNUALE DEI SOCI DEL 5 DICEMBRE 2016
L’assemblea annuale dei soci della Associazione per la Tutela del Parco delle Sabine è
convocata per il prossimo lunedì 5 dicembre 2016 alle ore 19.00 presso la saletta
condominiale del comparto Z1A –Edificio 4 in via Caprioli 62.
Ordine del Giorno
1) Comunicazioni e relazione sull’attività 2016
2) Stato di cassa
3) Rinnovo Consiglio Direttivo
4) Conclusioni

Ci auguriamo di poter avere il tuo prezioso contributo di idee e di partecipazione all'assemblea nel corso della quale si farà il punto sulla situazione attuale e su ciò che è in corso per quanto riguarda il nostro parco. 

Commissione Urbanistica del Comune di Roma.

Il 4 novembre 2016 l'Associazione per la Tutela del Parco delle Sabine è stata audita per la seconda volta dalla Commissione Urbanistica del Comune di Roma.
Finalmente, dopo mesi, è stato possibile ascoltare dai due uffici coinvolti, Il Dipartimento Tutela Ambientale e il Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica, una voce concorde e risolutiva sulla questione del Parco delle Sabine.
La commissione ha votato e approvato all'unanimità l'indirizzo politico agli uffici di procedere al completamento del Parco delle Sabine mantenendo inalterato il perimetro originariamente previsto in convenzione e ripristinando una buona parte delle superfici arboree che nella proposta di variante erano state eliminate. Nella sostanza la Commissione Urbanistica del Comune di Roma fa propria la recente mozione approvata dal Consiglio Municipale del III Municipio di Roma sul completamento del Parco delle Sabine.
Si attende che gli uffici certifichino l'ammontare dei soldi non spesi da parte della società Porta di Roma. Al momento possiamo solo dire che la cifra è importante e consentirebbe di fare tanto.
Da oggi possiamo orgogliosamente dire che il Parco delle Sabine verrà completato recuperando elementi sostanziali del progetto originario. Un grande parco pubblico, dal raccordo a Largo Labia, per il quale ci siamo sempre battuti.

lunedì 28 novembre 2016

ASSEMBLEA ANNUALE DEI SOCI DEL 5 DICEMBRE 2016
L’assemblea annuale dei soci della Associazione per la Tutela del Parco delle Sabine è
convocata per il prossimo lunedì 5 dicembre 2016 alle ore 19.00 presso la saletta
condominiale del comparto Z1A –Edificio 4 in via Caprioli 62.
Ordine del Giorno
1) Comunicazioni e relazione sull’attività 2016
2) Stato di cassa
3) Rinnovo Consiglio Direttivo
4) Conclusioni

Ci auguriamo di poter avere il tuo prezioso contributo di idee e di partecipazione all'assemblea nel corso della quale si farà il punto sulla situazione attuale e su ciò che è in corso per quanto riguarda il nostro parco. 

lunedì 24 ottobre 2016

Il Consiglio Municipale del III Municipio, nella seduta del 20 ottobre 2016, ha approvato una mozione per il completamento del Parco delle Sabine.
La mozione recepisce nella sostanza le richieste avanzate dalla nostra Associazione per il completamento del Parco delle Sabine secondo il progetto originario approvato in Convenzione (2001), ossia mantenendo il perimetro di 150 Ha e ripristinando il numero di alberature inizialmente previsto. La mozione è stata presentata dal consigliere Roberto Monaldi, capogruppo del gruppo consiliare del Movimento 5 stelle ed è stata approvata all'unanimità con il voto positivo di tutti i gruppi consiliari. Ringraziamo innanzitutto l'amministrazione Municipale e Roberta Capoccioni per il parere favorevole. 
Ringraziamo Roberto Monaldi per la mozione presentata e sottoscritta anche da altri consiglieri M5S. Ringraziamo anche tutti gli altri gruppi consiliari per il voto positivo. Come vedete le battaglie giuste possono essere condivise da tutti, indipendentemente dal colore politico. Speriamo ora che questa mozione abbia un seguito presso il Comune di Roma. Noi Vigileremo per la Tutela del Parco delle Sabine.





ASSOCIAZIONE PER LA TUTELA DEL PARCO DELLE SABINE

Al Sig. Prefetto di Roma
Al Commissariato Fidene
Al comando di Polizia Municipale del III Municipio

p.c. Al Sindaco di Roma
Al Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica -Arch. Di Luzio
Al Presidente del III Municipio

La scrivente Associazione per la Tutela del Parco delle Sabine denuncia lo stato di pericolo per i residenti di via Caprioli a causa della prolungata assenza di illuminazione pubblica dovuta alla reiterata morosità da parte della società Porta di Roma che ha tuttora in carico la gestione dell'impianto.

In quanto area di cantiere, l'intero quartiere nel recente passato è stato interamente lasciato a buio per quasi un anno a causa dello stesso problema.

Poiché ad oggi l'impianto non è ancora stato acquisito al patrimonio pubblico, l'onere di garantire i servizi di illuminazione pubblica ricadono ancora sulla società Porta di Roma, come specificato dalla convenzione urbanistica.
Tuttavia, alla data odierna del 15 ottobre 2016, l'illuminazione pubblica in via Caprioli risulta assente da quasi due mesi a causa, a quanto pare, ancora una volta delle morosità accumulate dalla suddetta società nei confronti di ACEA.

La situazione è stata ripetutamente segnalata a tutte le autorità amministrative competenti, tuttavia senza alcun risultato.

In considerazione del fatto che l'illuminazione pubblica è un servizio essenziale la cui assenza impatta pesantemente sulla sicurezza pubblica, la scrivente associazione chiede al Sig. Prefetto di Roma di intervenire per ripristinare i livelli minimi di sicurezza pubblica imponendo alle parti coinvolte la riattivazione dell'illuminazione pubblica.
Confidiamo in un intervento risolutivo da parte del Sig. Prefetto e delle forze dell'ordine a tutela della sicurezza pubblica.

Con osservanza
Associazione Tutela Parco delle Sabine

PEC del 15/10/2016

martedì 11 ottobre 2016

Parco delle Sabine, una giornata da incorniciare

Giornata da incorniciare: non trovo altre parole per descrivere quello che è successo ieri, domenica 2 ottobre 2016. Mai viste tutte queste persone insieme, in un’attività del genere, in un’area così vasta.
Questo è vero volontariato: settimane di preparazione di tam tam quotidiano, sia in rete, attraverso i vari social, sia dal vivo, col ‘tampinamento’ quotidiano di membri dell’”Associazione Tutela Parco delle Sabine”. Ci siamo rimboccati le maniche e quell’area del Parco delle Sabine, con ingresso da largo Labia, per un giorno è diventata teatro del lavoro e perché no, anche dei sogni, di un gruppo di volontari.
Vista la numerosità, l’attività si è capillarmente diffusa su quasi tutti gli ettari del parco, lasciato ormai in totale stato di abbandono da istituzioni e privati. Grazie ai mezzi dell’associazione citata, ad alcuni membri di ‘Retake III municipio’ e ad alcune attrezzature dell’AMA il parco è stato ripulito e quasi rimesso a nuovo. È stato raccolto di tutto e di più, sono stati riempiti circa 50 grossi sacchi di pattumiera, è stato pulito e diserbato uno dei viali utilizzato dai fruitori quotidiani del parco, che ha visto letteralmente ‘risorgere’ delle panchine presenti sul percorso.
Il tutto sempre nei limiti delle possibilità umane, per il sovraumano ci stiamo attrezzando.
Di certo non abbiamo risolto il problema ma il messaggio venuto fuori è forte e chiaro: i cittadini vogliono spazi fruibili e ben tenuti; la manutenzione deve essere ripristinata in tutto il Parco delle Sabine fino alla consegna al comune di Roma. L’area è unica, dal raccordo a Largo Labia, e i cittadini vogliono che sia completata come previsto nell’unico progetto inizialmente approvato dal comune di Roma.
Non sono mancati anche i momenti di confronto e condivisione con chi negli anni scorsi, prima di noi, si è occupato del Parco delle Sabine. Presenti anche la Presidente del Municipio Roberta Capoccioni, venuta a dare un saluto nonostante i numerosi impegni in zona e l’Assessore Mimmo d’Orazio, sempre prezioso nel suo supporto.
È stata anche l’occasione per riaprire, seppur temporaneamente, una delle due aree giochi presenti, in attesa di assegnazione insieme all’area ristoro, chiuse per le note vicende di Mafia Capitale.
Il tutto è stato straordinariamente condito da un finale, ricco di buffet di dolci preparati con amore ma soprattutto con sapore dai volontari stessi, con cui i volontari presenti sono stati gratificati con la giusta ricompensa.
Non è ancora il parco che sogniamo ma con questa coesione e partecipazione siamo sicuri che lo otterremo.
di Salvatore Cusimano
Articolo Completo





lunedì 19 settembre 2016

Pubblichiamo la lettera indirizzata ai Referenti dell'Amministrazione Capitolina che stanno sovrintendono (e quindi ne sono responsabili) dell'integrale completamento del Parco delle Sabine.
Purtroppo fino ad ora, sui vari problemi segnalati, non abbiamo visto un concreto impegno di soluzione da parte della Pubblica Amministrazione, ne tantomeno da parte della società Porta di Roma Srl che nel mese di gennaio 2001 ha firmato la Convenzione Urbanistica con il Comune di Roma per la realizzazione del Parco delle Sabine.
Vogliamo provare ancora ed un'ultima volta a verificare se c'è l'effettiva volontà di superare effettivamente i vari ostacoli nell'interesse dei cittadini.
PRELEVA DOCUMENTO PDF 



venerdì 2 settembre 2016

Parco delle Sabine devastato dagli incendi „Parco delle Sabine devastato dagli incendi


Da Largo Labia al GRA: Parco delle Sabine devastato dagli incendi
 
Roghi dal GRA a Largo Labia, niente manutenzione e progressivo logorio. Tuona l'Associazione Tutela Parco delle Sabine: "Non cederemo a chi vuole distruggere idea di un grande parco"“

Dai 30 ettari bruciati a fine luglio all'ultimo devastante rogo che ha lambito abitazioni, area ludica e pure una pompa di benzina: ennesima estate di fuoco per il Parco delle Sabine, 147 ettari di verde ancora in carico ai costruttori che si aprono tra i quartieri di Fidene e Serpentara. 

Qui i residenti - con i volontari di Comitati e Associazioni unico argine a incuria e abbandono - attendono il completamento del Parco e la sua consegna a Roma Capitale: un epilogo, con pure un contenzioso in corso, che al momento sembra davvero una chimera.
 
Così quegli ettari del Municipio III - senza cura nè manutenzione - sprofondano progressivamente nel logorio con tanto di arredi consunti, alberature morte, laghi prosciugati e incendi che d'estate la fanno da padroni. 
"Il numero dei pochi alberi piantati in entrambi i lati del parco si sta riducendo drasticamente perchè molti sono stati bruciati e molti altri sono semplicemente morti grazie a Porta di Roma srl che non effettua la manutenzione e l'irrigazione" - denunciano dall'Associazione Tutela Parco delle Sabine parlando di "disastro". 
Venti incendi in due mesi quelli contati dall'Associazione: "In pratica uno ogni tre giorni. Il bilancio è disastroso e sembra quasi che la mano di qualcuno voglia ridurre in cenere l'idea stessa di un grande parco, dal raccordo a Largo Labia" - sostengono dal Sabine pronti a incalzare costruttori e Comune, già accusato di troppo lassismo.
"Non l'avranno vinta" - promettono infatti dall'Associazione che, oltre alla tutela, da anni chiede un Parco che spetta ai romani. 
Da Largo Labia al GRA: Parco delle Sabine devastato dagli incendi



Articolo RomaToday

giovedì 7 luglio 2016

Finalmente, dopo i ripetuti esposti da parte della nostra Associazione e anche segnalazioni da parte di altri cittadini, stufi dell'attuale stato di fatto, il Comune di Roma ha messo in mora la società Porta di Roma per quanto riguarda la mancata manutenzione del Parco delle Sabine, nonchè  per il degrado che interessa la viabilità. Ringraziamo chi, insieme a noi, richiede il rispetto delle regole e della Convenzione per la piena e corretta realizzazione del Quartiere Porta di Roma e del Parco delle Sabine.





martedì 24 maggio 2016

Lettera aperta ai Candidati per la carica di Presidente del III Municipio di Roma.- Elezioni Amministrative 5 Giugno 2016.






sabato 21 maggio 2016

APPUNTAMENTO DOMENICA 22 Maggio 2016


Continua l'impegno dei residenti e dei volontari che si dedicano alla cura del Parco delle Sabine . Nella giornata odierna sono stati puliti  i marciapiedi dalle sterpaglie nel quadrante Becci, Randone, Dapporto.
Nella giornata di domani sono in programma ben due eventi nella mattinata, uno a Largo Labia ed uno a via Bragaglia 92.
Ringraziamo tutti coloro che sono intervenuti e che vorranno partecipare domani 22 Maggio 2016.

sabato 14 maggio 2016

E' in corso il risanamento dell'area cani tra via Caprioli e viale Carmelo Bene. Le operazioni non sono ancora terminate a causa del fatto che le condizioni iniziali dell'area cani erano davvero disastrose. Comunque già ora è un'altra cosa. Il cestone della spazzatura è stato rimosso in quanto sono presenti, a meno di 20 mt, dei cassonetti dell'AMA. Al termine del risanamento verrà stilato un regolamento di utilizzo.





lunedì 9 maggio 2016

Porta di Roma, storia esemplare di pianificazione tradita


Così gli appetiti degli immobiliaristi hanno stravolto le indicazioni degli urbanisti. Doveva essere un polo direzionale si è trasformato in uno dei più grandi centri commerciali d'Europa. La prevista linea della metro non arriverà mai e al posto degli uffici sono sorte palazzine di appartamenti. Rimasti invenduti

ROMA - Porta di Roma è l'ingresso nella Capitale per chi viene da Nord, una fungaia di palazzi affacciati sul Gra. È un quartiere non ancora completato, nonostante l'avvio della costruzione risalga al 2007. E, nelle intenzioni del Campidoglio, quando sindaci erano Francesco Rutelli e Walter Veltroni, sarebbe dovuta essere una delle 18 centralità previste dal Piano regolatore. Una città nella città. Ma le intenzioni sono rimaste in gran parte tali, lamentano comitati e associazioni di cittadini. Era previsto, per esempio, che un quarto dell'edificato fosse destinato a centri direzionali pubblici e privati. Porta di Roma è invece un quartiere quasi solo di residenza, abitato appena per metà, il cui cuore è uno dei più grandi centri commerciali d'Europa.

Idea lungimirante. Il Piano regolatore del 1962 prevedeva che qui, nel punto di confluenza dell'Autostrada del Sole nel Gra, sorgesse un polo logistico. Un luogo, quello della Bufalotta, in cui venivano scaricate dai tir le merci provenienti da fuori, merci che poi sarebbero state smistate  con mezzi più leggeri in città. Un'idea sensata e lungimirante. All'inizio degli anni Novanta, però, i nuovi proprietari dell'area, due gruppi emergenti sulla scena immobiliare romana e non solo, Lamaro e Parsitalia, valutarono che quella destinazione d'uso non garantiva sufficienti margini di profitto. E cominciarono a premere sul Campidoglio perché la si potesse modificare. Il mercato esige i suoi diritti e quel che serve alla città può attendere. Nel frattempo prendeva forma l'idea di strutturare Roma in 18 centralità. Bufalotta sarebbe stata una di queste, una fra le più grandi. E sarebbe diventata la Porta di Roma. L'accordo fra l'amministrazione di Francesco Rutelli e i proprietari fu di realizzare un quartiere su 330 ettari di terreno dove l'edificato ne avrebbe occupati 65. Sarebbe stata allestita  un'area verde di 150 ettari, il Parco delle Sabine (ma la Bufalotta, prima che atterrassero i palazzi, era tutta verde) e lì si sarebbe attestata una diramazione della linea B della metropolitana. L'intesa prevedeva che solo il 38 per cento fosse destinato ad abitazioni che avrebbero ospitato circa 10mila persone. Il 21 per cento era adibito a servizi turistico-ricettivi. Il 25 per cento a funzioni direzionali pubbliche e private.

Cambi di destinazione. Sull'estremo Nord del Gra sarebbe sorto un quartiere moderno, anche se non proprio il polo logistico che s'immaginava. Avrebbe dato comunque ossigeno, servizi e qualità agli insediamenti di edilizia pubblica degli anni Settanta, le torri di Nuova Fidene e di Castel Giubileo, le cui sagome svettavano sul Gra. E anche ai quartieri abusivi che si erano caoticamente disposti appena dentro e appena fuori il raccordo anulare. A tempi record fu anche realizzato un nuovo svincolo del Gra.
Ma anche quell'accordo sarebbe saltato. Insieme a Lamaro e a Parsitalia altri costruttori si sarebbero gettati nell'impresa, fra questi Caltagirone e Mezzaroma. Veniva invocato un altro cambio di destinazione d'uso: i servizi e la ricezione turistica diventavano residenza. Più si andava avanti nell'edificazione più sulle colline della Bufalotta si sistemavano solo palazzine solcate da grandi strade sinuose che volenterosamente chiamano boulevard e che convergono nella piazza del quartiere, il centro commerciale con l'Ikea, Decathlon, Leroy Merlin e altri colossi della distribuzione.

Quartiere dormitorio. Niente centri direzionali, niente servizi o funzioni pubbliche: il mercato delle aree, che tutto governa, sconsigliava di trasferirli alla Bufalotta, luogo inaccessibile se non in machina, dove la fermata della metropolitana non sarebbe mai arrivata. E se fosse arrivata sarebbe costata l'ira di dio, settecento milioni per una tratta di quasi quattro chilometri dalla stazione di Conca d'Oro, una linea in massima parte realizzata con soldi dei privati che in cambio avrebbero ottenuto altre cubature: una specie di spirale infinita.
La mescolanza di funzioni che sola rende possibile l'effetto città si allontanava definitivamente. Ora Porta di Roma, con le sue palazzine affacciate sul Gra, è solo un quartiere residenziale e commerciale, ancora non ultimato e con molti appartamenti invenduti e vuoti, esemplare paradosso del più grande paradosso romano per cui in città a 250mila appartamenti non abitati (stando a una stima di Legambiente) corrispondono circa 30mila famiglie che non hanno casa, segno di quanto a Roma si costruisca non per soddisfare un fabbisogno, ma per altre ragioni. Un tempo Porta di Roma lo avrebbero chiamato quartiere dormitorio.

(http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2013/07/01/news/inchiesta_su_roma_porta_di_roma_erbani-62186685/)